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Virtualizzazione |
Il termine indica la capacità di
creare una versione non fisica, cioè un'immagine, di un
dispositivo o una risorsa. Si può, quindi, virtualizzare un
server, un'unità di memorizzazione, una rete o anche un sistema
operativo.
La
virtualizzazione dei server
La maggior parte dei server aziendali viene utilizzata in media
molto meno del 20% delle proprie capacità, e spesso utilizza un
sistema operativo per una singola funzione o scopo. Quando le
applicazioni vengono utilizzate raramente, come ad esempio alla
fine del periodo di elaborazione dei report, non è raro scoprire
server con percentuali di utilizzo della CPU a una sola cifra.
Sino a poco tempo fa non esistevano nei sistemi aperti soluzioni
che permettessero a più sistemi operativi e più funzioni di
condividere un singolo processore in modo sicuro e senza
incorrere in problemi di prestazioni.
La condivisione delle risorse può essere complessa sui server
fisici, e viene scoraggiata dai produttori delle applicazioni a
causa delle probabilità di conflitto e di condivisione delle
risorse, che portano inevitabilmente a errori di sistema.
Il basso utilizzo che ne risulta aumenta in modo significativo i
costi dell’infrastruttura dei server e li rende molto più
difficili da gestire.
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La nuova generazione di software
per la virtualizzazione dei server risolve il problema nell’area
dei sistemi aperti, consentendo a più sistemi operativi diversi
di funzionare simultaneamente sullo stesso computer. Il layer
software permette ai sistemi operativi e alle applicazioni di
migrare, essere consolidate e funzionare su una singola risorsa
o un mix di risorse hardware, e allo stesso tempo di essere
gestite a livello logico come se si trattasse di un’unica
piattaforma standard.
Far girare più sistemi operativi su un computer o su un insieme
di computer, significa utilizzare la capacità del server in modo
molto più produttivo. E la capacità che in un dato momento non è
usata da un sistema operativo o da una funzionalità, può essere
immediatamente “catturata” a vantaggio di un’altra, riducendo in
modo drastico i tempi “morti” della risorsa. |
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Utilizzando un software per la virtualizzazione, è possibile
innalzare il tasso di utilizzo dei server anche dell’80% .
Questo significa che, in teoria, otto server potrebbero essere
sostituiti da un’unica macchina, senza nessun calo delle
prestazioni o dell’output del sistema, con un significativo
abbattimento dei costi.
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Cosa comporta?
Virtualizzare un server significa trasformare un server fisico -
cioè un oggetto con un suo preciso ingombro e un determinato
consumo di energia elettrica - in un file, che mantiene le
stesse proprietà del server di partenza. In questo modo, un
server virtuale risulta composto da tutto lo stack applicativo
originale, ossia Bios, sistema operativo e applicazioni.
Fast Microsystem, utilizzando l'elevata tecnologia VMware,
elabora per le aziende progetti di consolidamento e
virtualizzazione Server, ottenendo una diminuzione dei costi di
gestione e l'ottimizzazione dei tempi di risposta
dell'infrastruttura IT ( ovvero elevata flessibilità e
razionalizzazione delle risorse disponibili ).
I
vantaggi?
- Eliminare la dispersione dei server attraverso un sistema di
macchine virtuali funzionanti in tutta sicurezza e in grado di
spostarsi in maniera trasparente attraverso l'hardware condiviso,
incrementando il tasso di utilizzo dei server
dal 5-15% al 60-80%
- Ridurre gli investimenti in Hardware grazie al minor numero di
server e all’alto rapporto prestazioni/prezzo
- Maggiore flessibilità di risposta delle organizzazioni IT alle
necessità delle aziende
- Semplicità di gestione e abbattimento dei costi ( es.
risparmio di corrente elettrica e di “floor space” nel data
center )
grazie al numero ridotto di server
- Maggiore affidabilità dei sistemi e semplificazione dei
processi di Disaster Recovery o Business Continuity |
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